Da Ping! a Script
(3/3/11)
Tutte le cose belle finiscono. Qualcuna continua.
Qualche analogia tra i problemi con il browser e quelli con la burocrazia italiana.
Bella la tecnologia che consente di guardare con un sorriso ai tempi degli inizi.
Le tasse di spedizione esistono anche nel mondo dei libri digitali. E senza contrassegno.
Siamo abbonati alle discussioni immediate prive di validità nel medio termine.
Piccola magia nera per vivere un pochino meglio davanti allo schermo.
Lentamente ci portiamo tutti al passo con la modernità.
Passa alla storia chi seppe farsi largo tra i mainframe e i microcomputer affermando i mini.
Quasi unanimemente viene valutato come il migliore mai realizzato.
La differenza tra la spazzatura usa e getta e le cose che rimangono è che queste ultime hanno un valore per chi le produce e per chi le compra.
Sono spiacente e contemporaneamente lo rifarei domani. Spero di non doverlo rifare.
La tipografia è sempre un segno distintivo. Di chi la usa e chi la diffonde.
Abbiamo interfacce talmente capaci di semplificare che talvolta dimentichiamo la complessità che nascondono.
I tempi cambiano e non si va più indietro, si va avanti.
Una brutta storia di divieti inutili applicati in nome di una libertà formale.
Un programma di impostazione così antica in uno scintillante nuovo negozio online.
Su Mac App Store c’è molto da comprare. E da non comprare, specie se lo si ha già.