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Apple: “Web libero da royalty”

Apple risponde alla proposta del W3C e propone la liberalizzazione dai diritti d’autore per gli standard diffusi in Internet

15/10/2001 - 

In risposta alla bozza di gestione dei brevetti degli standard utilizzati in Rete proposta dal W3C (World Wide Web Consortium), il consorzio che gestisce Internet, Apple ha pubblicato la propria opinione in merito, attaccando seppur velatamente la strategia .NET adottata da Microsoft. Il Consorzio ha sottolineato l’importanza che queste tecnologie vengano rese liberamente utilizzabili a tutti gli sviluppatori e utenti di Internet, perciò che siano prive di royalty (in gergo RF, royalty-free). Qualora ciò non sia possibile, che vengano quantomeno adottate licenze ragionevolmente aperte (in gergo RAND). La risposta di Apple va oltre. La società di Cupertino ha dichiarato che supporterà lo sforzo del W3C con l’impegno immutabile a rendere disponibili e privi di royalty gli standard fondamentali per il web. La possibilità di regolare attraverso licenze RAND non rappresenta per Apple una opzione, poiché, secondo la società, questa soluzione è considerata un metodo alternativo per continuare a mantenere sotto stretto controllo architetture fondamentali per Internet. La proposta di Apple consiste nello scegliere ed escludere quelle tecniche coperte da brevetto, che quindi non devono essere trasformate in RF, assicurando così agli interessati di preservare i diritti intellettuali semplicemente rimuovendo le architetture dall’insieme degli standard aperti. Perciò, dove il W3C esprime una preferenza per gli standard privi di royalty, Apple spinge per uno sforzo affinché tutti gli standard adottati siano privi di royalty, al fine di evitare tentativi di controllo stretto degli standard. La filosofia .NET di Microsoft rientra in questo ambito. Non essendo riuscita a “strappare” Java a Sun, la società di Redmond ha abbracciato una tecnologia completamente nuova, per offrire sì uno spazio di lavoro comune su cui possa mantenere il controllo. Secondo il vice presidente di Sun, Microsoft ha dimostrato che non vuole operare nell’ambito delle regole imposte da Internet. Il suo comportamento con Java è solo un esempio, quando si trova a decidere se puntare sulla compatibilità o l’abbandono di una tecnologia, Microsoft decide per l’abbandono. Secondo quanto dichiarato da Apple, la promessa intrinseca del web è uno spazio comune di lavoro per lo scambio di informazioni, con libero accesso alle risorse per gli sviluppatori e gli utenti. La realizzazione di questa promessa richiede un modello di licenza che dovrebbe essere aperto e sgravato da diritti privati.

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