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Canone 0, l’alternativa a Telecom

La nuova offerta di Infostrada è il primo passo verso la liberalizzazione della telefonia fissa in Italia. L’autority si esprime contro Telecom sui servizi e le tariffe

11/10/2002 - 

“Se fallisce il nostro progetto fallisce la liberalizzazione e si tornerà al monopolio”. Le parole sono quelle di Tommaso Pompei, amministratore delegato di Wind (rese pubbliche sulle colonne del Sole24Ore, il contesto di riferimento quello dell’unbundling, e quindi l’insieme di quei servizi (telefonici e di accesso a Internet) che vertono sulla liberalizzazione dell’ultimo miglio urbano, quello che tanto ha fatto da catalizzatore dell’infinita polemica fra carrier alternativi e Telecom Italia. La nuova puntata della guerra dichiarata da Wind (il gruppo a fine giugno 2002 contava 26,3 milioni di clienti, di cui 8,1 milioni su rete mobile, 7,2 milioni su quella fissa e 11 milioni per Internet) all’ex monopolista è centrata su due fronti: il nuovo servizio CanoneZero (targato Infostrada), che verte su tre proposte di tipo flat (senza costi di attivazione e di anticipo conversazione) slegate dal canone Telecom e una strategia a medio termine che deve poter contrastare il dominio della società guidata da Tronchetti Provera far crescere Wind a vera alternativa per gli utenti. In quest’ottica, ha confermato Pompei, Wind investirà 500 milioni di euro entro il 2004 per allestire le centrali in tutta Italia, preparare il software di gestione e lanciare nuovi servizi all’avanguardia; l’obiettivo fissato da raggiungere entro fine anno vede l’allestimento di 438 centrali, mentre altre 1000 dovrebbero essere cosa fatta con la metà del 2004, quando la copertura dei servizi della società partecipata dall’Enel sarà in corso di sviluppo per interessare il 70% della popolazione e il 90% dell’utenza nelle grosse città. Per la grande rivale di Telecom sul fronte dei servizi voce/dati fissi c’è comunque all’orizzonte una seconda sfida da vincere, possibile quotazione in Borsa a parte, quella che riguarda il ruolo di Enel. Il nuovo amministratore delegato, Paolo Scaroni, ha in tal senso ribadito nel corso di un’intervista al Financial Times come la società deciderà se uscire da Wind nei prossimi 24 mesi. Il nodo da sciogliere riguarda le sinergie tra elettricità e telefonia, considerato che Enel punterà principalmente nel mercato dell’energia. Wind, ha ricordato Scaroni, è linea con gli obiettivi di gestione prefissati ma la priorità è quella di rendere Enel la migliore società italiana nell’energia.

L’unbundling di Wind Infostrata in pillole
- CanoneZero Voce: al costo di 37,95 euro al mese (IVA inclusa), consente di effettuare telefonate urbane ed interurbane illimitate e di fruire di tariffe scontate per i collegamenti ad Internet tramite i pop Wind (0,95 cent al minuto con addebito alla risposta 6,20 cent). Scegliendo l’opzione Noi Tre inoltre, si potrà chiamare dal telefono fisso Infostrada uno o due cellulari Wind ad un’unica tariffa di 4,95 cent al minuto, 24 ore su 24 con addebito alla risposta di 12,50 cent da fisso (15 cent da mobile).
- CanoneZero ADSL: a 24,95 euro mensili (IVA inclusa), offre 20 minuti gratuiti al giorno di collegamento ADSL. Superando tale soglia, saranno addebitati 50 cent giorno indipendentemente dalla durata della connessione. Per il servizio voce, sarà attivo MinutoZero, la tariffa che prevede il primo minuto di conversazione di tutte le chiamate urbane e interurbane con il solo addebito dello scatto alla risposta.
- CanoneZero Voce&ADSL: coniuga le due proposte precedenti, offrendo ADSL e Voce per tutte le chiamate dal telefono di casa, a un prezzo mensile di 62,90 euro (IVA inclusa).

La proposta Canone Zero, nel dettaglio, riguarda oltre 300 comuni italiani ed è sulla carta indirizzata ad oltre 10 milioni di famiglie e a circa 2 milioni di aziende. Il succo dell’offerta, al di là del piano tariffario proposto (si veda box), è quello che addetti ai lavori ed utenza si aspettano da mesi: la possibilità di abbandonare, senza cambiare numero telefonico, l’ex monopolista Telecom, sfruttando così come prescritto a livello normativo l’ultimo miglio (l’unbundling del local loop appunto), ovvero il sistema che consente ai nuovi operatori di accedere al tratto terminale della rete Telecom Italia, quello che collega le centrali telefoniche urbane alle abitazioni, agli uffici e alle aziende. Ed ecco perché la nuova offerta Infostrada, che prevede l’eliminazione immediata del canone ai clienti che aderiranno al servizio, segna a tutti gli effetti l’avvio concreto di quel proceso di liberalizzazione e di libera concorrenza troppe volte annunciata e mai tradotto in disponibilità effettiva per l’utente. In promozione fino al 31 dicembre 2002, Canone Zero offre ai clienti in attesa di attivazione del servizio (una volta operativo, i nuovi utenti verranno disattivati dalla rete precedente e inseriti sulla piattaforma di Infostrada) lo sconto integrale del canone dell’ex monopolista attraverso la detrazione dell’importo dalla spesa mensile complessiva sostenuta e completamente gratuiti servizi aggiuntivi quali Avviso di Chiamata, Trasferimento di Chiamata, Conversazione a Tre, oltre alle numerazioni cosiddette “non geografiche”, che comprendono i servizi di emergenza (112,113,118,115), di pubblica utilità (117,1515,1530 1580…), di Customer Care delle società telefoniche, le informazioni Audiotel, i numeri verdi e via dicendo.

Autority al lavoro: dal modulo per i servizi non richiesti alle tariffe fisso-mobile
Proteggersi da addebiti imprevisti legati ad attivazioni di servizi telefonici non richiesti è oggi possibile accedendo direttamente on line a uno specifico modulo disponibile da giovedì scorso sul sito dell’Authority per le Tlc. Tra i servizi non richiesti “imposti” dal gestore agli utenti, figurano l’accesso diretto (ULL), la preselezione dell’operatore (CPS) e l’attivazione di servizi aggiuntivi o nuovi profili tariffari. Il modulo questione è utilizzabile da tutti gli utenti di telefonia che si ritrovano a pagare servizi mai richiesti e attivati dal gestore senza consenso; gli utenti potranno ora segnalare i casi sospetti all’Autorità che a sua volta indagherà e prenderà i provvedimenti opportuni. Il tutto deriva, ha spiegato l’ente di controllo in una nota, dal fatto che “valutata la gravità delle segnalazioni ricevute e i possibili danni per gli utenti, in tema di attivazione e disattivazione, da parte degli operatori telefonici, di servizi non richiesti, ha deciso di avviare attività di vigilanza, da condurre attraverso verifiche presso tutti gli operatori, anche a mezzo di funzioni ispettive della Polizia della Comunicazioni, e attraverso la collaborazione più ampia possibile degli utenti”. Nelle scorse settimane, l’Autorità ha multato Telecom Italia per l’attivazione di servizi non richiesti a migliaia di utenti e contemporaneamente ha lanciato un’indagine estesa a tutti i gestori per verificare la frequenza delle attivazioni forzate.
L’Autority per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato nei giorni scorsi, su proposta del Commissario relatore Alessandro Luciano, anche lo schema di delibera che inciderà sulla determinazione del prezzo per le chiamate sulla direttrice da fisso a mobile effettuate sulle reti degli operatori di telecomunicazione notificati nel mercato dell’interconnessione. L’incipit è noto: “si chiede una riduzione per entrambe le tariffe, a totale vantaggio dell’utenza finale, attraverso una riduzione programmata annuale delle stesse tariffe nel prossimo triennio”. Lo schema verrà inoltrato per i pareri all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato e alla Commissione europea.

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