10/01/2006 -
Una volta impostate le regolazioni, è possibile passare a Photoshop – o ad altri programmi – per i ritocchi finali. Se l’immagine è in formato RAW, essa sarà convertita in TIFF (a 8 o 16 bit a seconda delle impostazioni) altrimenti sarà possibile scegliere se lavorare sull’originale o su una sua copia. Una scelta che, al momento, è origine di varie discussioni sul forum pubblico e che, quindi, potrebbe subire modifiche. Infatti sarebbe interessante, a detta di vari utenti, potere evitare il passaggio in TIFF e aprire l’immagine RAW magari anche in Camera Raw per ulteriori modifiche ai parametri di apertura prima del passaggio a Photoshop.
A questo punto, le operazioni potrebbero essere concluse passando il testimone al programma di fotoritocco prescelto. Lightroom però mostra la sua utilità anche in processi produttivi che non si concludono con il ritocco ma che, come spesso accade, richiedono la visione al pubblico, per esempio il cliente, di una serie di immagine.
A tale riguardo è possibile scegliere di mostrare le immagini come proiezione (grazie alla sezione Slideshow) oppure come stampa (mediante la sezione print).
La presentazione a monitor prevede anche la gestione di più schermi indicando quale usare per l’immagine. Si possono scegliere vari schemi predefiniti a cui aggiungere, per esempio, informazioni quali la data di scatto o il nome dell’immagine. Questi sono solo mostrati in sovrimpressione e non vanno a intaccare l’originale. Sono utili al fine di identificare una o più immagini in fase di presentazione.
Anche in fase di stampa sono disponibili vari schemi: con una o più immagini, con o senza informazioni aggiuntive…
Tutti gli schemi già predefiniti restano sempre modificabili e, come quelli per la presentazione a schermo, se ne possono definire di personalizzati anche usando testi (per esempio per i diritti d’autore) o marchi in sovrimpressione.
L’esperienza di Adobe in tema di colore è poi apprezzabile nella stampa essendo presente la scelta, come si vede da tempo in Photoshop, del corretto profilo colore della periferica di stampa piuttosto che lasciando a questa la responsabilità della gestione cromatica.
L’ultima parola
È una versione preliminare ma, nonostante questo, è già pienamente in grado di soddisfare le esigenze del professionista in tema di gestione delle immagini RAW. Ci sono, è vero, alcune mancanze (quali la possibilità di agire manualmente sulle curve) e alcuni miglioramenti possibili (quali l’uso di documenti intermedi prima della modifica in Photoshop) ma sia la qualità dell’elaborazione delle immagini RAW che la flessibilità in fase di impostazione e di correzione fanno sì che Adobe Lightroom sarà sicuramente bene accolto sia dai professionisti che dagli amatori evoluti.
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