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La Apple pensa poco ai disabili

I suoi prodotti non sono fra i più “accessibili”

19/01/2006 - 

Anthony Tusler, già coordinatore della divisione di politica tecnologica al World Institute on Disability ha lacniato una partnership con la US Academy of Art University. Nell’occasione, ha invitato i designer industriali a usare concetti di design universali per rendere meno dura la vita a chi soffre di disabilità fisiche (motorie, della vista, dell’udito).

In particolare Tusler ha accusato la Apple di non rivolgere in tal senso la sua inventiva: “Un’azienda come la Apple, per esempio, mette ben poco della brillantezza e dell’ingegno che la distinguono per alleviare i problemi dell’accessibilità“. Secondo Tusler non serve che un piccolo incoraggiamento per generare designer attenti a queste necessità: “Ho fede che gli studenti abbracceranno il concetto di design per tutti quando saranno esposti all’idea di usabilità“.

Fabbricare prodotti accessibili aiuta i disabili ad avere un ruolo più attivo: “Quando esistano più telefoni celulari, rotoli per scotch, tostapane e siti Web usabili, i disabiili parteciperanno più intensamente al lavoro, alla società e nei diritti e nei doveri della cittadinanza. Anche i disabiili vogliono comprare e usare cellulari e riproduttori MP3“.

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