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Google e Cina

La Google in una posizione ambigua

7/02/2006 - 

Abbiamo riferito di come la Google, per non rinunciare al mercato cinese, abbia accondisceso alle richieste del governo di quel paese e fornito i suoi utenti cinesi di una versione censurata del motore di ricerca. La spiegazione dell’azienda è stata, prevedibilmente, nel segno del “male minore“.

Ora, l’associazione senza fini di lucro Human Rights In China invita la Google a ripensarci: “non è troppo tardi per esercitare la corporate leadership”, espressione, crediamo di capire, che indica l’autonomia delle scelte di un’azienda, non condizionate da contingenze politiche (ma è mai esistita, una simile autonomia?). Se la Google decidesse di esercitare questa leadership, sarebbe la prima azienda del settore a farlo: già vi hanno famosamente rinunciato la Yahoo (v. anche qui) e la Microsoft.

Al contrario, queste aziende e altre si sfidano in una corsa verso il basso, facendo concessioni che tagliano la libertà d’espressione e l’accesso all’informazione in Cina“, dice la HRIC sul suo sito, che non compare quando cercato con google.cn.

La posizione della Google è resa più ambigua da una ricerca che smentisce le dichiarazioni dell’azienda per cui la versione ridotta del motore si è resa necessaria anche perché, dalla Cina, l’accesso al motore principale sarebbe spesso impossibile, o lento più del tollerabile.

La Keynote Systems ha esaminato le prestazioni in Cina di motori di ricerca Google, Baidu.com, Alibaba.com e Soho.com e ha registrato per tutti e quattro i siti tempi di visualizzazione dei risultati giudicati “straordinari“: “che l’host di trovi qui [in Cina] o altrove, la velocità della risposta non ne ha risentito“, ha detto in una conferenza stampa a Pechino Jeff Kraatz della Keynote. Il tempo di risposta dei quattro engine in Cina varia dai 0,35 ai 2,7 secondi, contro gli 1,5-4,5 in America del Nord. Altre testimonianze di utenti cinesi smentiscono che il servizio sia frequentemente indisponibile, come ha dichiarato Andrew McLaughlin della Google a una commissione d’inchiesta sui diritti umani del Senato degli Stati Uniti.

In compenso, molti dei servizi accessori di Google non sono disponibili in Cina: la funzione di cache, per esempio, o quella di ricerca di immagini. Lo sono invece nella versione censurata.

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