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Steve e Bill: ne abbiamo fatta di strada insieme

I due sul palco del D5: niente polemiche, solo tanti ricordi e molte esperienze in comune

4/06/2007 - 

Non è accaduto quasi mai che Steve Jobs e Bill Gates dividessero lo stesso palco per parlare delle proprie esperienze. Va dato quindi il giusto merito al Wall Street Journal per averli messi insieme durante l’evento D: All Things Digital di questi giorni.
Chi si aspettava le solite polemiche o il solito marketing è rimasto fortunatamente deluso: intelligentemente le novità di Apple e di Microsoft sono state trattate a parte in sessioni dedicate (una dello stesso Steve Jobs e una con Steve Ballmer). Gates e Jobs hanno parlato più del passato, delle loro opinioni sullo sviluppo della tecnologia e di ciò che pensano l’uno dell’altro. Un ritrovo, insomma, se non tra vecchi amici almeno tra vecchi “colleghi”.

Jobs ha spiegato che “Bill ha creato la prima azienda di software del mercato, e questo è stato un passo enorme. Penso che lo abbia fatto prima che chiunque nel nostro mercato sapesse che cosa era una azienda di software”, mentre da parte sua Gates ha dichiarato che “Ciò che ha fatto Steve è piuttosto fenomenale. Ha un gusto e un’eleganza incredibili. La sua capacità di capire sempre quale sarebbe stata la prossima scommessa è stata fenomenale. Apple ha davvero inseguito il sogno di creare prodotti che noi stessi volessimo usare… Il mercato ha tratto benefici incredibili dal suo lavoro”.
Jobs e Gates hanno poi raccontato parte della loro storia comune, dei tempi dello sviluppo dell’Apple II. “Wozniak aveva sviluppato un sistema operativo a virgola fissa e non a virgola mobile… Microsoft aveva un buon Basic a virgola mobile e noi lo abbiamo adottato… Tenete presente che Microsoft allora non era nel mercato delle applicazioni, quindi è stata una bella scommessa per loro”, ha raccontato Jobs.
Gates ha in particolare raccontato le sue sensazioni su Apple nel periodo in cui Steve Jobs l’aveva lasciata: “Eravamo preoccupati che Apple non si stesse differenziando dalle altre piattaforme, Windows e DOS. Dopo il debutto del Mac 512K la linea non si era evoluta come avrebbe dovuto, certamente non nel modo in cui sarebbe successo se Steve fosse stato ancora lì. Io chiamavo Gil Amelio nei fine settimana e cercavo di smuovere le cose. E un giorno Steve mi ha chiamato e mi ha detto di non preoccuparmi più delle trattative con Gil Amelio”.

A una domanda diretta (“Qual’è stata la più grande incomprensione del vostro rapporto?”) i due non si sono tirati indietro. Jobs ha iniziato scherzando (“Sinora abbiamo tenuto segreto il nostro matrimonio”), ma Gates è stato più diretto. “Non credo che abbiamo cose di cui lamentarci. Sento la mancanza di alcune persone che hanno lasciato il nostro settore. E’ bello avere ancora qui qualcuno come Steve“. Al che Jobs: “Quando io e Bill siamo entrati per la prima volta in questo settore, eravamo le persone più giovani e ora siamo le più vecchie. Tendo a verede le cose un po’ come nelle canzoni dei Beatles o di Dylan, e c’è un verso in un brano dei Beatles che dice ‘Tu e io abbiamo ricordi più lunghi della strada che ci si presenta davanti’. Penso che si applichi in questo caso”.

Entrambi, parlando di tecnologia, hanno sostenuto l’importanza delle applicazioni che girano sul client locale, affermando in pratica che l’idea di eseguire tutto attraverso Internet non è sempre applicabile. Un esempio – ha spiegato Jobs – sono le Google Maps integrate nell’iPhone: “Sono molto migliori di Google Maps stesso. Perché? Perché le eseguiamo in locale. Si può fare molto di più con un rich client che con un browser. Allo stesso tempo, i rich client stanno migliorando e il loro costo scende.
Un altro punto comune espresso è stata la necessità di introdurre le novità tecnologiche in modo graduale e incrementale, lasciando a prodotti singoli, come iPhone o Surface, il compito di introdurre novità radicali.

Se volete vedere tutta l’intervista a Jobs e Gates potete farlo direttamente da Macworld Italia: l’evento è diviso in sette spezzoni video:
La prima parte: gli inizi e Apple senza Jobs
La seconda parte: Apple e Microsoft, i giudizi sugli spot “Get a Mac”
La terza parte: i rimpianti e il futuro del computing
La quarta parte: Internet, i telefoni, le start-up
La quinta parte: l’intrattenimento, Hollywood e le interfacce dei computer
La sesta parte: le incomprensioni
La settima parte: le domande del pubblico

Se volete commentare l’evento, potete farlo nella sua discussione del Forum di Macworld Italia.

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