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L’iPod Nano sotto esame – 2

Abbiamo testato il piccolo della linea iPod per capire se la “rivoluzione” a cui è stato sottoposto lo ha davvero potenziato quanto afferma Apple…

20/09/2007 - 

Il rinnovamento della gamma iPod ha portato con sé anche quello del software di gestione dei media player. La navigazione dei menu non è cambiata, ma ne è stato migliorato l’aspetto grafico e alcune opzioni sono state inserite in posizioni più logiche o più facilmente raggiungibili.

Il menu principale e alcuni sottomenu di primo livello (Musica, Video, Foto, Extra, Impostazioni) prevedono una schermata divisa a metà: a sinistra c’è il menu Questi effetti sono gradevoli ma non aggiungono gran che al contenuto informativo dei menu, mentre in altre occasioni (ad esempio nella sezione Impostazioni) la parte destra dello schermo viene usata per mostrare subito dati utili. In alcune sezioni (l’elenco delle playlist e la lista dei brani, ad esempio) sono stati poi scelti elenchi testuali su due righe. Ciò significa più informazioni, ma anche più lentezza nello scorrimento se state consultando un elenco molto lungo.
Dal punto di vista grafico la novità maggiore è l’integrazione di Cover Flow anche nell’iPod: passando il pollice sulla clickwheel si possono scorrere le copertine degli album. Non pretendiamo però troppo dagli iPod, che non sono dei Mac: il Nano (ma anche il Classic) carica le copertine più lentamente di un Mac e se si scorre velocemente in Cover Flow si finisce invariabilmente al punto in cui l’iPod mostra copertine generiche perché non fa in tempo a ricavare le immagini giuste. Lo stesso succede, in misura minore, nella visualizzazione a elenco degli album.

Essendo l’iPod prima di tutto di un player audio, c’è paradossalmente molto poco da dire sulle qualità sonore del Nano 3G.
Il nuovo nato “suona” sostanzialmente come la generazione precedente e questo lascia pensare (non l’abbiamo smontato) che i relativi chip siano bene o male gli stessi. Chi ama il suono di qualità farà bene, come al solito, a cambiare gli auricolari in dotazione con modelli più performanti e a caricare sul Nano brani con codifiche adeguate.

Tiriamo un po’ le somme. L’iPod Nano, come abbiamo scritto all’inizio di questo articolo, è il best-seller di Apple. La nuova versione promette di continuare su questa strada: se lo consideriamo come ciò che era (un player audio), ha guadagnato in compattezza e interfaccia e ha solo perso un po’ in estetica. La possibilità di gestire foto e video è un’aggiunta interessante, da valutare bilanciandone pregi (la qualità dello schermo, l’uscita video) e limiti (le dimensioni dello schermo, essenzialmente).
Per 199 euro ci si porta a casa un iPod che ha le stesse funzioni software del Classic e una capacità di memoria adeguata (8 GB) per chi non ha grandissime collezioni musicali e magari vuole avere con sé un po’ di foto e qualche piccolo video. A cinquanta euro in meno c’è la versione da 4 GB, ma il risparmio non ci sembra compensare il rischio di trovarsi “stretti” non appena si cerca di sfruttare la multimedialità del Nano.

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