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GarageBand: per musicisti in erba

Le novità della nuova versione sono tutte dedicate a chi fa musica o almeno ci prova. Ma non guardate solo al modulo Magic…

23/10/2007 - 

Con iLife ‘08 GarageBand si rivolge decisamente a musicisti e aspiranti tali, mentre le altre sue due “nature” – la creazione di podcast e di colonne sonore per filmati – passano leggermente in secondo piano.
Tra le sue nuove funzioni più di rilievo troviamo in primo luogo Magic GarageBand: in questa modalità di lavoro il software crea una band virtuale di cinque elementi (chitarra, basso, batteria o percussioni, piano o tastiere, fiati) in grado di suonare musica in nove generi diversi. La scelta è semplice: si seleziona l’opzione all’avvio del software, si sceglie il genere musicale, si ascolta eventualmente il brano di prova e poi si clicca sul bottone Anteprima.
A questo punto appare un palco con i cinque strumenti standard per il genere scelto, ciascuno dei quali può essere cambiato con uno equivalente della sua categoria. Il nuovo strumento non solo suona diversamente, ma spesso segue anche uno spartito leggermente diverso, più adatto a sottolineare le sue caratteristiche. Esiste poi un sesto strumento indicato come My Instrument (è al centro del palco virtuale) e che corrisponde allo strumento che suoneremo noi. Possiamo seguire la band collegando davvero il nostro strumento al Mac e facendoci registrare da GarageBand, oppure inserire al nostro posto un altro strumento virtuale.

Magic GarageBand è, al primo approccio, sorprendente. I brani virtuali che usa suonano molto bene, l’impatto visivo è notevole ed è molto divertente giocherellare con i vari strumenti per vedere che effetto fa, ad esempio, sostituire una sezione fiati con una sola armonica a bocca o con uno xilofono. Chi si intende poco di software musicale e di musica comincerà a pensare che buona parte della musica che ascolta sia creata in questo modo, assemblando strumenti musicali virtuali.
Magic GarageBand perde buona parte del suo fascino quando si passa al suo uso pratico. Per quanto li si possa variare cambiando gli strumenti, i brani che usa sono sempre gli stessi nove e ci si accorge in fretta che si tratta di nove brani piuttosto semplici. E’ una scelta ben precisa per non mettere in difficoltà l’aspirante solista medio che usa GarageBand, ma che esaurisce in fretta il potenziale del software. Per lo stesso motivo in Magic GarageBand la tonalità della band virtuale è fissa: mai difficile da seguire, ma comunque bisogna adeguarvisi o esportare il tutto in GarageBand vero e proprio.

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