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La scoperta dell’acqua calda
Ho scoperto Matrex, foglio di calcolo vettoriale, ossia fatto per operare su grossi blocchi di dati e memorizzare selezioni particolari dei dati stessi nell’ambito di ogni progetto.
Suona fumoso e invece [...]
Suona fumoso e invece [...]
Ho scoperto Matrex, foglio di calcolo vettoriale, ossia fatto per operare su grossi blocchi di dati e memorizzare selezioni particolari dei dati stessi nell’ambito di ogni progetto.
Suona fumoso e invece merita. Più semplice: un foglio fatto per lenzuolate molto grandi di dati, specie se arrivano da database esterni.
Matrex è open source e quindi è gratis. Non è facile; consiglio la documentazione e i tutorial video che si trovano sul sito. Ma chi ha a che fare con dati che meritano un trattamento del genere non si spaventerà (in alcuni casi il programma non si autoassembla e si presenta come una cartella di file Java; se succede, bisogna eseguire da Terminale il comando ./matrex_macosx.sh, dopo essersi portati sulla cartella mediante il comando cd, accompagnato dal trascinamento della cartella di Matrex sulla finestra del Terminale.
Matrex importa anche file Excel e bisogna dirlo, altrimenti un programma di grande valore passerà inosservato per non avere timbrato il cartellino.
Sembra che un foglio elettronico possa essere tale solo se è Excel. Invece, come mostra superficialmente Numbers di Apple e in profondità Matrex, è possibile escogitare ottime soluzioni software alternative e, se ci fosse più libertà dal monopolio Microsoft, di soluzioni ce ne sarebbero assai di più.
L’acqua calda, come dicevo.
7 commenti a questo articolo
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anche il defunto (e instabile) flexisheet, o il costosissimo quantrix… il fatto è anche che la qualità si paga, e l’open source dà spesso pacchetti che zoppicano da tutte le parti e che in sostanza si fa prima a fare una tabella con excel o tables che perdere tempo in console con matrex.
Ultimamente preferisco usare pacchetti a basso costo che mi semplifichino la vita, piuttosto che roba gratuita con gui improbabili che arranca a fatica sul powerbook. Devonthink, mellel, icalamus… la lista di pacchetti relativamente sconomici pensati per mac e che non fanno pazzie ogni due o tre secondi è grazie al cielo abbastanza generosa.
Sante parole, com’è vero che per il trattamento rapido della grafica sono tornato a Graphic Converter.
È sempre bello però scoprire che di scelta, e di programmi, ce n’è.
Vedro’ di risolvere il problema di matrex_macosx.sh nella versione 1.2.1.
L’amministratore del progetto.
@Andrea Ferrandi: intanto grazie per l’impegno a nome di tutti quelli che useranno Matrex. Secondariamente, mi piacerebbe sapere se esiste una ragione precisa per cui accade. Ho un amico a cui un pacchetto Java rifiuta di “ricomporsi” in applicazione e sto impazzendo per capire il perché.
@lux: Matrex e’ un’applicazione che funziona su piu’ piattaforme (Windows, Mac, Linux…) e usa Izpack per l’installazione. Da quello che ho capito per Mac OSX e’ meglio confezionare l’applicazione in un “application bundle” (vedi per esempio http://www.eclipse.org/swt/macosx/).
@Andrea: assolutamente sì. Normalmente, quando questo accade, l’utente Mac vede unicamente l’icona dell’applicazione, fa un doppio clic e tutto scorre. L’icona in realtà contiene il bundle. Io pratico giochi di ruolo e questo succede per esempio con PcGen (http://pcgen.sf.net) e Klooge (http://www.kloogeinc.com). Un mio amico, invece, quando scarica Klooge non si ritrova l’icona unica, come accade a me, ma vede una cartella con dentro tutti i componenti del bundle. La stessa cosa accade a me quando scarico Matrex.
@lux: Non sono un esperto di Mac OSX, ma mi sembra sensato pensare che Matrex non si sia installato correttamente perche’ usa izpack e non e’ in un “application bundle”; invece nel caso del tuo amico sembra essere un problema nel sistema operativo.