Ping!
Tocca alla Bicocca
Come è andata All4Web in Bicocca
Il dibattito su programmazione e arte che ho moderato venerdì è stato divertente e davvero interessante. È stato visto da pochissimi e del resto poco importava; quando sei l’ultimo della giornata ed è un venerdì di maggio con il sole, in università, è nel novero delle possibilità.
Pan ha mostrato demo software assolutamente spettacolare, Marisa e Gianugo hanno riflettuto in profondità con considerazioni davvero sopra la media, Emanuele ha portato idee fresche e la propria pratica nella materia e Andrea ha risolto brillantemente le problematiche tecniche e logistiche.
Per parte mia, sono riuscito a seguire un filo logico di buon livello, che desse spazio a tutti rispettandone le specificità e sono davvero contento.
Due parole invece sull’università di Milano Bicocca, dove non passavo da anni. La giornata All4Web in quanto tale è stata semplicemente ospitata. L’ateneo, a parte offrire i salatini, non ha fatto assolutamente nulla per pubblicizzare o anche solo comunicare l’evento.
E fin qui. Ma qualcosa stona anche nella struttura. In aule dove si insegna anche informatica le uniche prese elettriche sono accanto alle porte di ingresso, per le pulizie, e alla cattedra, per i docenti. Che ci siano anche studenti è evidentemente un optional.
L’edificio è coperto da wifi. Per potervi accedere ho dovuto fornire nome, cognome, luogo e data di nascita, nazionalità, documento di identità. E non ho avuto la rete wifi, perché l’ho fatto quarantott’ore prima. Avrei dovuto farlo forse con più giorni o settimane di anticipo, come si conviene in tutte le burocrazie stupide e parassite. In compenso la rete è blindatissima e sicura: ogni tentativo di condividere la connessione con qualcuno che il certificato lo aveva è fallito.
La nota positiva è che Mac equipaggiava la grande maggioranza dei relatori.
Quella negativa è che a me non sembrano luoghi dove si possa studiare motivati e finire di studiare preparati. Alle sei del pomeriggio, terminata la manifestazione, non c’erano virtualmente segni di vita intelligente, con pochi ragazzi a prendere l’ultimo sole sulle panchine della piazza e tutto vuoto, spento, freddo. Somiglia più a un impianto per la produzione di carne in scatola che a un campus.
L’informatica corre a velocità da brivido e lo studio dell’informatica italiano è all’età della pietra. Ragazzi, compratevi un Mac e prendetevi la banda larga, poi passate le giornate e fare programmazione su e con e attraverso Internet. Il pezzo di carta non lo avrete e neanche il certificato per la connessione wifi. In compenso il vostro tempo servirà davvero a qualcosa.
4 commenti a questo articolo
Aggiungi un tuo commento...
Per inserire un commento è necessario registrarsi e eseguire il Login.










Come non darti ragione, Lux.
In passato ho trascorso i primi due anni accademici in quell’edificio per la facolta’ di economia e marketing. Poi ho capito che, a parte qualche base e nozione, il marketing si imparava più altrove: in rete e con i testi di amazon.
Dopo n anni fuori corso e da completo non frequentante, uno degli ultimi esami che mi mancano è proprio quello di informatica: peccato che facciano sorbire agli economisti un’esame da informatici puri e con metodi didattici alquanto discutibili. Non una parola su cosa sia l’open source, un sistema di e-commerce o un accenno banale a come funzioni Google. Nemmeno mezzo accenno a come realizzare qualche banale funzione per i fogli di calcolo.
Per fortuna passero’ questo pomeriggio con Emanuele: mi spiegherà un po’ di programmazione in C in modo diverso e soprattutto parleremo della sua ultima app
Mover è davvero carino.
che le università italiane siano, salvo qualche rara eccezione, degli aridi esamifici, è cosa nota.
inoltre, l’Italia è l’unico luogo al mondo nel quale gli inutili neolaureati si vantano (invece di vergognarsene) di non avere mai lavorato un solo giorno della propria vita…
Mi dispiace molto non essere potuto venire all’incontro della settimana scorsa. Lux, non ti conosco personalmente ma da quello che scrivi su Macworld e Ping! ho capito che dove ci sei tu c’è da imparare. Comunque, fino a pochi mesi fa abitavo a cinquecento metri dalla Bicocca, e da fuori dava l’idea di essere moderna sotto ogni punto di vista. Come molte cose in Italia, tutta apparenza.