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giu14
Un ultimo sforzo
Windows 7 senza Explorer. Speriamo che Windows 8 sia senza Windows.
Non sto neanche a linkare; il mondo intero sa che Microsoft venderà Windows 7 in Europa senza Internet Explorer.
Manca ancora un passo: la vendita di Windows 8 senza il sistema operativo. Poi è perfetto.
27 commenti a questo articolo
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AHHHHH!AAAHHHAHHAHAHAH!!!!
Un mito.
Grande Lux!
In realtà l’ultimo sforzo da parte di Microsoft sarebbe quello di non produrre e non vendere più nulla!
Windows 8 consisterà in un manuale (pieno di bug) per scaricare ed installare Linux?
Muahahahah questa è da Oscar… oro colato, Lux, oro colato
Tutto questo è merito dell’idiozia dell’antitrust europea, non di certo una colpa di Microsoft. E forse anche dell’incompetenza di chi – per anni – ha parlato di concorrenza sleale di Microsoft giusto per poter sparare a zero sulla casa di Redmond.
@Matt: attenzione: l’esclusione di Explorer da Windows 7 non è una decisione della Commissione europea, ma di Microsoft.
Matt, la concorrenza sleale di Microsoft è ben documentata, appunto, da anni; ciò a prescindere dall’antitrust dell’unione europea.
La colpa dell’antitrust è ancora più grave proprio per questo. Ci sono state circostanze in cui avrebbe dovuto intervenire ed ha sorvolato, accanendosi invece sulla questione (ridicola) del browser e ottenendo un risultato assolutamente paradossale. Senza contare l’incongruenza evidente con altre situazioni similari (riguardanti altre aziende) che sono state ignorate.
@lux
Certo e ha fatto bene. Se sai già che poi verrai multato, perché rischiare?
“E forse anche dell’incompetenza di chi – per anni – ha parlato di concorrenza sleale di Microsoft giusto per poter sparare a zero sulla casa di Redmond”
Mi sembra che di tutto si possa accusare chi accusa di concorrenza sleale Microsoft meno che di incompetenza. Direi quasi che è vero il contrario.
Microsoft e’ sempre stata il bersaglio ideale e ancora oggi e’ così. Certi comportamenti poco corretti sono sicuramente da condannare ma il problema e’ che oggi si e’ arrivati a obbligare un’azienda che produce sistemi operativi a non inserire un browser nel PROPRIO sistema operativo per il rischio di essere multati. E questo, nel 2009, lo trovo assurdo.
Matt, attenzione, il problema è che Internet Explorer si integra troppo a fondo nel sistema operativo diventando di fatto quasi impossibile da eliminare. Se uno in MacOS X non vuole Safari, lo prende, lo butta nel cestino, svuota il medesimo ed è fatta. Ma se uno volesse liberarsi di Explorer in Windows XP o Vista, come fa? La slealtà non è inserire un browser nel proprio sistema operativo, ma renderlo parte integrante del SO impedendo all’utente di rimuoverlo e spingendolo così a non usare altri browser (se tanto IE me lo devo comunque tenere installato, perché mai dovrei installare anche Firefox o Safari o altri?).
Mi chiedo perché certe persone vogliano a tutti i costi difendere MIcrosoft anche quando è chiaramente indifendibile (cioé quasi sempre)!
Matt. Forse dovresti approfondire l’argomento è evidente che ti sfuggono alcuni dettagli.
@ lion
Direi il contrario invece… mi sembra che qui si critichi troppo facilmente quello che non si conosce.
@guass
Internet Explorer è integrato nel sistema ma questo non ha mai impedito ne ostacolato l’utilizzo di browser alternativi. Basta installare un qualsiasi altro browser, impostarlo come predefinito e IE non si avvierà mai più. Verrà regolarmente aggiornato dal sistema e stop. Se l’utente è sufficientemente competente, sa di poter scegliere tra un’ampia gamma di browser e può utilizzarne quanti ne vuole. Se non lo è, utilizza quello che si trova installato. E questo (lo sottolineo) vale tanto su Windows, tanto su altre piattaforme. Un utente alle prime armi rimane tale su qualunque macchina si trovi: quello che “si accontenta di quello che trova” utilizzerà tanto IE su Win, che Safari su Mac OS.
La situazione è paragonabile (seppur riguardi due “campi” differenti) in quanto QuickTime è – in modo mooooooolto semplificato – un’architettura integrata nel sistema, un formato proprietario, un player. QuickTime non è disinstallabile su Mac Os.
È come se l’antitrust multasse Apple per QuickTime. A prescindere che uno lo utilizzi o meno (personalmente non uso IE) fa arrabbiare. Si tratta di una questione di principio.
@Matt: QuickTime è aperto. Se vuoi fare un player alternativo a QuickTime Player, fai un plugin e usi QuickTime esattamente come lo usa QuickTime Player. Su Windows, se vuoi fare un browser rivale di Explorer, non puoi usare le tecnologie di collegamento a Windows che usa Explorer, perché sono chiuse e proprietarie. Non è questione di avere un browser nella scatola, ma di consentire agli altri browser di giocare alla pari, cosa che Microsoft, controllando sia Explorer che Windows, non fa.
Secondo, tornando ai browser, il motore di Safari è open source. Vuoi fare meglio di Apple? Scarichi gratis il motore e sopra ci fai quello che vuoi. Il motore di Explorer è chiuso e proprietario. Vuoi fare meglio di Microsoft? Devi inventarti un altro motore. Il che va benissimo, a patto però che dopo avere fatto questo sforzo si giochi in campo neutro. Se uno dei giocatori controlla anche il campo (Microsoft), si gioca sempre in casa dello stesso. Le partite non sono falsate in sé, ma tendono a finire più spesso con un certo risultato.
Matt, mi hai convinto, nel senso che riconfermo – ma con maggiore convinzione – quello che ho scritto più su.
E io riconfermo che parli per niente visto che non argomenti ciò che dici.
Ti do’ un indizio: sai come si chiama l’equivalente del Finder in Windows?
Il nome del processo che identifica il finder di windows si chiama “EXPLORER.EXE”.
Il nome del processo che identifica il browser si chiama “IEXPLORER.EXE”
Sono due processi indipendenti, nel senso che possono essere eseguiti singolarmente e non richiedono l’uno l’attivazione dell’altro.
La tanto vituperata integrazione tra browser e shell riguarda l’utilizzo del medesimo motore di rendering, chiamato Trident. La shell utilizza il motore di rendering per offrire alcune funzionalità aggiuntive al finder, come (ad esempio) la possibilità di sfogliare server FTP come cartelle locali, piuttosto che personalizzare graficamente lo sfondo di una cartella ecc.
E’ possibile eliminare Internet Explorer da Windows a patto di perdere alcune funzionalità. In ogni modo risulta un’operazione assurda e inutile in quanto la suddetta integrazione non proibisce (ne complica) l’utilizzo di un browser alternativo a Internet Explorer. E’ sufficiente installare il browser desiderato e impostarlo come predefinito al primo avvio e Internet Explorer non vi disturberà più. Allo stesso tempo Windows continuerà ad essere completo di tutte le sue funzionalità. Ovviamente Windows si preoccuperà di mantenere aggiornato Internet Explorer (e di conseguenza il motore di rendering).
L’assurdità del provvedimento dell’antitrust sta nel fatto di vietare a Microsoft di utilizzare un architettura proprietaria all’interno del proprio sistema operativo giustificando questa accusa come concorrenza sleale. Ma sleale di che? Un sistema operativo nel 2009 deve essere venduto con un browser (così come un lettore multimediale, un DVD player ecc..) Secondo questo stupido principio allora tutte le applicazioni inserite in un sistema operativo sono “sleali” perché “se io ho già un lettore multimediale installato perché ne devo aggiungere un altro? Se ho già un PDF reader perché devo utilizzarne un altro? E così via, con infiniti esempi.
E riguardo all’utilizzo di architetture proprietarie integrate, sempre secondo questo stupido principio, dovrebbero essere considerate “sleali” anche l’inserimento delle DirectX (in campo Windows) o QuickTime (in Mac OS) come già detto stamattina. QuickTime è un architettura INTEGRATA in OS X ed un player, e come Internet Explorer può essere “non utilizzato” ma non disinstallato. Il paragone calza a pennello in quanto anche QuickTime offre funzionalità aggiuntive al Finder (ad esempio l’anteprima dei file multimediali senza dover aprire il player).
Ecco il perché del mio accanimento contro questo assurdo provvedimento (arrivato tra l’altro in ritardo di 10 anni, 3 versioni di Windows e 4 versioni di IE dal misfatto).
Questo è quanto.
@lux
Microsoft utilizza il motore di rendering di internet explorer per integrare certe funzionalità in Windows. Ma gli effetti di questo non riguardano il browser ma il sistema operativo. In poche parole, se c’è qualcuno che ne guadagna, questo è il sistema operativo, non il browser. Da qui nasce il mio quesito: perché questo dovrebbe interessare o limitare chi realizza browser? Firefox o Chrome o Opera… tutti gareggiano perfettamente alla pari con Internet Explorer sul piano browser. Addirittura esiste un plug-in per Firefox che permette di far utilizzare Trident come motore di rendering.
Il mio paragone con QuickTime era solo per sottolineare come per me sia lecito integrare una propria architettura e un proprio software nel sistema operativo. L’importante è permettere una facile installazione a software concorrenti.
Sottolineo che non sto difendendo Internet Explorer come browser (non ho fatto riferimenti qualitativi ne a lui, ne alla concorrenza). Reputo solo assurde certe imposizioni totalmente incoerenti dell’antitrust europea.
@Matt: il motore di Explorer è chiuso. Siccome Windows è ugualmente chiuso, Microsoft gode di un vantaggio indebito; sa sempre più degli altri e prima degli altri. Dici che esiste perfino un plugin… se vai sul sito di WebKit te lo scarichi tutto, gratis e te lo rivolti come ti pare in ogni anfratto. Se mi indichi il sito da cui scaricare il codice sorgente di Trident, sono istantaneamente d’accordo con te.
@Lux: ho capito perfettamente il tuo punto di vista. È possibile realizzare software che utilizzino il motore Trident – qui c’è una lista di software che lo utilizzano: http://en.wikipedia.org/wiki/Trident_(layout_engine) – ma, essendo Trident chiuso, chi lo utilizza non può in nessun caso intervenire ma si deve attenere alla documentazione rilasciata da Microsoft. È il principio che regola qualsiasi software “chiuso”. Tutte le software house che utilizzano tecnologie “chiuse” godono di questo vantaggio e sul fatto che questo possa essere considerato “poco corretto” siamo assolutamente d’accordo.
Ma i browser “alternativi” utilizzano un altro motore di rendering (webkit, gecko ecc…) quindi dove sta il problema della concorrenza?
Se chi realizzasse browser per Windows dovesse “per forza” utilizzare il motore chiuso di Microsoft allora sì che sarebbe concorrenza sleale! Ma questo obbligo non c’è quindi non capisco dove stia il problema. Inoltre non credo che gli sviluppatori di Firefox desiderino così fortemente il fatto di poter usare Trident come motore di rendering
Personalmente credo che le rivendicazioni dell’antitrust abbiano motivazioni che con il software aperto e tutte queste questioni etiche non hanno nulla a che vedere.
Ce ne sono diversi. Primo, Microsoft ha già dimostrato più volte (e parliamo di condanne in tribunale) di non essere pulita nel mettere a disposizione la documentazione software. Per esempio, sei una software house che dà fastidio? Ti do accesso alle beta della nuova versione di Windows in ritardo rispetto agli altri. E cose così. Sono atti processuali, non mie opinioni in libertà, quindi non accetto proprio questioni in merito. Secondo, sempre atti processuali, sovente Microsoft ha modificato Windows e si è “dimenticata” per mesi di documentare i cambiamenti. Così gli sviluppatori concorrenti impazzivano per capire che cosa era cambiato nel codice e intanto Microsoft prendeva mesi di vantaggio. Oppure, è successo più volte che “per errore” un aggiornamento di Windows annullasse l’impostazione del browser di default e la riportatva a Explorer. Qualcuno protestava, Microsoft si scusava molto e faceva uscire una patch che correggeva il problema. Per il futuro, però. Intanto milioni e milioni di macchine Windows erano tornate, volenti o nolenti, a Explorer.
Le motivazioni dell’antitrust sono queste. Comportamenti scorretti e abuso della propria posizione dominante. A parte tutto questo, avere un vasto pubblico di utilizzatori significa guadagnare molto: Mozilla Foundation raccoglie credo venti milioni di dollari l’anno grazie a Firefox. Microsoft ha tutto il diritto di tenere il sistema chiuso se vuole, ma può competere facendo un browser migliore, non traccheggiando grazie al fatto che gestisce il sistema operativo. Chi gestisce il sistema operativo lo deve amministrare in modo neutrale, perché quello è il campo di gioco e tutti devono poter giocare alla pari.
Lux: per quel che riesco a vedere io QuickTime è proprietario. Puoi farci plugins, certo, come puoi crearne per Internet Explorer.
(e, manco a dirlo, è una vita che puoi embeddare Internet Explorer in un’applicazione Windows. Con tanto di API e via dicendo). Francamente direi che QuickTime e Internet Explorer sono aperti uguali.
Il discorso dell’unione europeo mi è ignoto, mi sono ignote le ragioni precise, ma lo riassumerei nel fatto che Microsoft ha tirato decisamente troppo la corda.
La deliberata non aderenza agli standard, il tenere fermo lo sviluppo di IE per anni (operation “lock the IE devs in the dungeon”), il richiedere l’utilizzo di IE per aggiornare Windows, sono tutti fattori critici, comunque.
Non hanno danneggiato gli utenti Windows, hanno danneggiato la rete.
@Stefano F. (tacone): su ogni Dvd di Mac OS X c’è il Software Development Kit per lavorare con QuickTime. C’è un Software Development Kit per Explorer in ogni Dvd di Windows?
Temo si confonda quello che può essere fatto grazie a con quello che può essere fatto nonostante. È una vita che si scrivono convertitori Excel, ma nessun programma è compatibile al 100% con Excel, perché Microsoft non ha mai divulgato il formato. Semplicemente, un po’ per volta, lo hanno decifrato.
La stessa discussione vista dal lato oscuro della forza: .
Riprovo con il link: http://xrl.us/bexfep