
18/01/2010 -
I risultati di vendita dei nuovi iMac presentati lo scorso Ottobre sembrano buoni, ma non c’è dubbio che molti abbiano rimandato l’acquisto di un nuovo Mac desktop in attesa del rilascio dei primi iMac dotati di processori quad-core: le CPU Intel Core i5 e Core i7. In realtà l’iMac in questione è solo uno: il modello con schermo da 27 pollici “top” che monta, in configurazione standard e al prezzo di 1.799 euro, un processore Core i5 a 2,66 GHz. Il processore Core i7 (a 2,8 GHz) è una opzione di configurazione built-to-order che si può selezionare sull’Apple Store a un costo contenuto (180 euro).
Gli altri componenti fondamentali della configurazione standard sono gli stessi dell’analogo modello a 27 pollici con processore dual-core: schermo da 2.560 x 1.440 pixel e fattore di forma 16:9, disco interno da 1 Terabyte a 7.200 rpm (in opzione un disco da 2 TB con 225 euro in più), 4 GB di memoria RAM espandibili a 16 GB. Fa eccezione la scheda grafica, che nei modelli quad-core è una più potente ATI Radeon HD 4850 con 512 MB di memoria GDDR3.
All’esterno gli iMac quad-core sono identici a quelli dual-core di uguale “polliciaggio”, specie per quanto riguarda porte (quattro USB 2.0, una FireWire 800, una Mini DisplayPort, slot per memory card SD) e connettività (Gigabit Ethernet, Wi-Fi 802.11n, Bluetooth).
Come è facilmente immaginabile, la valutazione dei nuovi iMac quad-core è in sostanza la valutazione dei loro processori, dei vantaggi che portano in termini di potenza elaborativa e del tipo di applicazioni per le quali questi vantaggi sono più evidenti.
La tecnologia caratterizzante la CPU Core i5 è il Turbo Boost: fa in modo che il processore “spenga” i core che non sono attivi in un dato momento e aumenti invece la frequenza operativa di quelli attivi. Secondo Apple, Turbo Boost in pratica permette a un processore Core i5 sotto carico di operare al 20 per cento di velocità in più, ciò significa che la CPU da 2,66 GHz in dotazione agli iMac può toccare i 3,2 GHz.
Per il processore Core i7 vale lo stesso ragionamento, quindi in certe occasioni la CPU da 2,8 GHz può raggiungere la quota per ora record (in casa Apple) di 3,46 GHz. A questo però Core i7 aggiunge la tecnologia Hyper-Threading, grazie alla quale può mostrarsi alle applicazioni “ben scritte” (tradotto: studiate per un elevato parallelismo di elaborazione) come un processore con otto core virtuali.
Quattro core, Turbo Boost e (per il Core i7) Hyper-Threading si fanno sentire nei test.
Il benchmark Speedmark 6 indica che l’iMac Core i5 ha la configurazione standard in assoluto più veloce. Batte largamente (+27 per cento) l’iMac oggi più prestante (quello con schermo da 21,5 pollici e processore dual-core Core 2 Duo a 3,06 GHz) ed è anche più veloce degli stessi Mac Pro: del 3 per cento rispetto al Mac Pro quad-core da 2,66 GHz e dell’1,5 per cento rispetto al Mac Pro a otto core da 2,26 GHz.
Prevedibilmente, l’iMac con processore Core i7 fa segnare distacchi ancora maggiori. Per i confronti con gli altri iMac basta dire che l’indice Speedmark è dell’otto per cento superiore all’iMac Core i5, mentre nei confronti con i Mac Pro il vantaggio del Core i7 è dell’11 per cento circa rispetto al Mac Pro quad-core e del 9 per cento rispetto al Mac Pro a otto core.










In attesa del passaggio dei Core i5 e Core i7 anche agli iMac di 21,5 pollici mi piacerebbe sapere come vanno rispetto al processore Core 2 duo da 3,33 Ghz acquistabile in opzione.
Se non erro i Core 2 duo da 3,33 Ghz hanno una cache di secondo livello di 6 Mb contro i 3 Mb del fratello a 3,06 Ghz… e quindi prestazioni migliori confrontabili con i vari Core i5 e i7, o no?
Mai prima d’ora avevo avuto tanta reattività a disposizione specialmente con capture NX2, che adopero frequentemente,sono riuscito a convertire circa 300 file raw da 24,5 mb l’uno in jpg, in poco più di dieci minuti, fantastico……
imac 27″ quad core i7.