
18/01/2010 -
Monopoli (lo scriviamo per una volta all’italiana, poi sarà sempre Monopoly) è un gioco che tutti abbiamo prima o poi incontrato nella nostra infanzia. È un classico che è sopravvissuto al passaggio dal mondo fisico a quello virtuale (ne esistono innumerevoli versioni per computer, legali o “liberamente ispirate” al gioco Hasbro) e che approda ora sull’iPhone e iPod Touch nella versione classica. Classica, però, per gli americani: è possibile che nei ricordi della nostra infanzia ci sia un Monopoli un po’ diverso dal Monopoly che stiamo per descrivervi.
Electronic Arts probabilmente ha tenuto conto di questo elemento e ha dato una particolare enfasi alle opzioni di personalizzazione della partita, in specie della configurazione di gioco iniziale. Con quante proprietà partire, con quanto denaro, quante case bisogna costruire prima di edificare un albergo, se fare aste delle proprietà, quanto denaro prendere passando dal Via… Tutte queste variabili possono essere definite partita per partita e anche impostate una volta per tutte come “opzioni casa”, in modo da rendere l’esperienza di gioco più simile a quella a cui siamo abituati.
Quelli che non si possono personalizzare sono i segnaposto: troviamo quelli del Monopoly “puro” e quindi i non più giovanissimi faranno a meno della candela, del funghetto o del fiasco.
La dinamica del gioco è identica a quella a cui siamo abituati. A Monopoly per iPhone si può giocare da soli contro le Intelligenze Artificiali dell’iPhone (da non sottovalutare), oppure contro uno più avversari umani. Nelle modalità multiplayer si gioca banalmente passandosi l’iPhone, oppure contro altri iPhone e iPod Touch via Wi-Fi.
L’ambiente di gioco è tridimensionale, ma giusto come ambiente di sfondo e per aggiungere un po’ di dinamicità a un gioco che altrimenti è statico di suo. Anche a questo scopo sono state inserite un po’ di animazioni: quando i segnaposto si muovono, quando i dadi vengono tirati, quando c’è qualche trasferimenti di denaro (i dollari di Monopoly volano letteralmente verso chi li guadagna).









