
18/01/2010 -
Lo sviluppo di Parallels Dektop per Mac sta seguendo una filosofia che verebbe da definire “giapponese”, nel senso che procede per miglioramenti progressivi di un prodotto di base convincente, aggiungendo funzioni ma senza stravolgere l’approccio di fondo. Anche per la versione 5, oggetto di questa prova, è così. I miglioramenti rispetto alla versione precedente ci sono, ma è difficile ad esempio sintetizzarli in una immagine esplicativa, come poteva essere invece per la modalità Coherence quando venne introdotta.
Ora i passi avanti sono soprattutto nell’ottimizzazione delle prestazioni e dell’interfaccia e nell’adeguamento della piattaforma a due grandi novità verificatesi dopo il lancio della versione 4: l’arrivo di Mac OS X 10.6 Snow Leopard e di Windows 7. Logico quindi che testassimo Parallels Desktop 5 proprio installandolo su un Mac con Snow Leopard e per far girare Windows 7.
In casa Parallels sanno bene che molto spesso è Windows il sistema operativo da virtualizzare, ed ecco che subito viene presentata – nella definizione di una macchina viruale – la modalità Express Windows. In pochi secondi viene creata una macchina virtuale adatta, ma “vuota”, dopodiché il campo viene lasciato all’installer di Windows che ci metterà il tempo necessario. Almeno nel caso di Windows 7 Starter, non è stato nemmeno tantissimo. Non è finita qui: terminata l’installazione di Windows 7 viene avviata l’indispensabile installazione dei Parallels Tools. A questo punto siamo davvero pronti per partire.
Il bello di Parallels 5 è l’integrazione che riesce a raggiungere tra gli ambienti Mac OS X e Windows. Il puntatore del mouse non viene più “catturato” dalla finestra Windows e si tramuta automaticamente in quello Mac quando esce dalla finestra stessa. Un qualsiasi oggetto può essere tranquillamente trascinato dalla Scrivania di Mac OS X a quella di Windows per eseguire un’operazione di copia. Quando viene visualizzato in finestra, Windows si comporta come una comune applicazione di Mac OS X.
Tag: Mac, Mac Os X, Parallels, Software, Virtualizzazione, Windows










questo articolo mi fa specie,il paragone è di chi possiede una ferrari e vorrebbe avere al suo interno una vecchia fiat panda,non so se mi spiego,mi auguro solo che non dobbiamo pagare noi le conseguenze di queste scelte assurde.un saluto a tutti.