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feb1

Esperienze naturali

Recensioni alla cieca e vita reale; vince la seconda

Questo blog non diventerà, probabilmente, ostaggio di iPad. Anche se ho un sacco di cose da dire e devo ancora parlare un bel po’ di come ne ha non-parlato, in modo davvero riduttivo per una persona delle sue competenze e della sua intelligenza, Paolo Attivissimo.

Il problema, e se ne riparlerà, è che ci sono davvero un mondo nuovo e un mondo vecchio e che pensare in modo vecchio non aiuta a comprendere il mondo nuovo.

Ciò che ha smesso di contare, nel mondo nuovo, è la lista della spesa. Per capire come vanno le cose nel mondo reale e come si comportano le persone vere nella vita vera, riporto molto volentieri e con il suo permesso questa esperienza di Marco:

Voglio condividere solo un piccolo fatto che mi ha fatto estremamente piacere e coinvolge il sottoscritto, una mia amica e un MacBook.

Cerco di riassumere l’intera faccenda in una manciata righe: ho la fama di saperne abbastanza sui computer e a S*** (l’amica in questione) serviva un nuovo portatile. Andiamo al MediaWorld e adocchia diversi Acer e Asus dai prezzi appetibili (S*** aveva un budget limitato) con davvero buone caratteristiche hardware. S*** ha sempre ammirato i Mac, ma li aveva esclusi a priori a causa del costo. La convinco a chiedere alla commessa se per caso hanno qualche vecchio MacBook in magazzino, tanto al massimo dice no. Puoi immaginare la nostra reazione quando ci dice sì, mi pare di averne uno bianco (quello precedente all’unibody). Controllo, se c’è chiedo a quanto te lo vendono!

S*** era un po’ titubante (…non ha il tastierino numerico…), ma riesco ad aver la meglio sostenendo che questa è un’occasione unica e che può avere il computer desiderato da mesi, tra l’altro scontato. Lo blocca, torna al pomeriggio ad acquistarlo (nel frattempo si era già formata una lista di persone decise a comperarlo!), lo porta da me per aggiornamenti e altro, le faccio una breve lezione introduttiva e la lascio una settimana per abituarsi a Mac OS X.

Sono appena tornato da lei ed era al settimo cielo. Marco, sono felicissima. Mac OS X è la cosa migliore che abbia mai visto e alcune operazioni sono così ovvie che mi chiedo perché non le hanno fatte così anche su Windows! Poi è così pieno di dettagli da lasciar a bocca aperta ogni volta che lo accendo: Magsafe, la struttura delle finestre, i riflessi in iTunes, le ombre, i drag’n’drop!”. Quando le ho fatto leggere ciò che è scritto nell’icona di TextEdit, non ci poteva credere ed è rimasta di sasso quando le ho mostrato Pixelmator, cosa può fare Anteprima (sottovalutato a mio avviso!).

E sai perché sono davvero felice? Non perché lei ora è convinta che Mac OS X sia una delle cose più belle a livello di ergonomia, ma perché le ho fatto scoprire una cosa nuova e questa l’ha letteralmente entusiasmata. Parole sue: ti fa cambiare l’approccio che hai con i computer! È… una figata, un altro mondo! Non voglio tornare indietro!

Vedere S*** felice, sapendo che ha fatto moltissimo per me, è una delle cose più belle che potesse capitarmi!

Sul lato più strettamente Mac, sta giocando a indovinare le scorciatoie da tastiera senza guardare dai menu, seguendo la logica (perché ha capito subito che non erano messe a caso (Alt+F4?) e ne ha già scovate parecchie! ;)

La morale informatica invece è sempre quella alla fine: puoi costruire un computer pompato, ma se non riesci a creare quel feeling con l’utente finale, quell’uniformità, è tutto inutile.

Scusami per la mail lunga, mi son lasciato trasportare dall’entusiasmo.

Molto meglio, credimi Marco, che lasciarsi trasportare da una macina legata al collo, quella di chi ai-miei-tempi-era-così-e-tutto-il-resto-è-sbagliato.

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10 commenti a questo articolo

  1. Andy scrive:

    la mia ragazza, credo di avervi gia scritto…. voleva prendere un netbook, ” è piccolo ci sta nella borsetta e mi vien comodo in biblioteca ” ( è una ricercatrice universitaria ).
    non senza diffidenza, sono riuscito a farle acquistare un MACBOOK PRO 13′ ( e le ho regalato una nuova borsa dove ci stava agevolmente, tutta rosa ) quando ha messo le mani la prima volta sul MAC fu per preparare una presentazione e cercava powerpoint, le ho mostrato keynote….
    sono passati 3 mesi e nel frattempo alcune sue colleghe e/o amiche hanno acquistato netbook o similari e…. la stanno invidiando come delle scimmie albine in sassonia.
    Oramai credo almeno una volta alla settimana le chiedo ” vendiamo il tuo MAC e ti prendo il netbook come quello delle tue amiche ” e la risposta è “troppo colorita” per essere trascritta.
    Sue parole: ” solo ( ma non solo ) per Keynote vale la pena prendere un MAC … non è un pianeta diverso è un modo di avvicinare il computer che ti permette di lavorare senza la paura che la stampante non funzioni “.
    Chi ciritica un MAC, oggi, o non lo ha mai provato o ha dei preconcetti o è cieco.

  2. Matt scrive:

    Personalmente credo che la questione sia molto semplice: ognuno deve acquistare il computer più adatto alle proprie esigenze. Questo sia per quanto riguarda la tipologia (desktop, notebook, netbook, tablet…) sia per quanto riguarda il sistema.
    Per quanto mi riguarda un PC desktop soddisfa perfettamente le mie esigenze e un iPod Touch è (sempre per me) il perfetto compagno di viaggio. Altri desktop, notebook, netbook, tablet ecc, per quanto perfetti possano essere, non fanno al caso mio. Questo però non mi impedisce di consigliarli, a prescindere da chi li produce, ad amici o persone che mi chiedono un consiglio. Pur essendo utente PC ho fatto acquistare Mac a diverse persone (mio padre, un cugino, un paio di colleghi di lavoro, alcuni amici) semplicemente perché ho ascoltato le loro esigenze e ho pensato che un Mac fosse adatto. Allo stesso modo ho consigliato dei PC ad altre persone… Penso che non ci sia errore più grande che consigliare ad altri un dispositivo in base alle proprie esigenze. Sembra banale ma capita spesso… Ricordo ancora quando una volta sentii questa conversazione tra un commesso di un negozio di elettronica ed un povero cliente:
    Commesso – “L’HD è da 250GB
    Cliente – “Mmm… ma non sono un po’ pochi”
    Commesso – “Ma no, con 250GB fa tutto quello che vuole! E le avanzano anche”

    E io pensavo… ma forse tu ci fai tutto quello che vuoi. Come puoi dire che sarà lo stesso per lui?

    E la questione delle esigenze personali è diventata delicata proprio ora, che iPad ha lanciato la sfida nel campo “mid”. Un campo molto ristretto, dove basta poco per ritrovarsi con un dispositivo “sbagliato” e dove quindi è molto più importante sapere e capire perfettamente cosa si desidera.

    • Frank scrive:

      iPad, come è stato per iPhone, non ha concorrenti.
      Non sono poi d’accordo che c’è un computer per ogni esigenza, come dire che windows e per professionisti ed il Macintosh per grafici ed affini. Un vecchi (appunto) preconcetto che si trascina da lustri. I computer Apple fanno tutto quello che fanno gli altri, solo che lo fanno meglio e senza pensare a come pensa il windows della situazione. Poi ognuno si merita il computer che ha.
      N.B. i commessi, di tutti i reparti, ne sanno il minimo, e sono lì per vendere i prodotti.

    • Matt scrive:

      Credo che tu non abbia compreso il senso del mio discorso.
      Quando parlo di un computer per ogni esigenza non tendo a generalizzare il concetto in categorie (grafici, professionisti ecc…). Io intendo le esigenze di CIASCUNO di noi, che saranno sempre diverse e orientate verso tipologie di utilizzo diverse. Magari con differenze minime, ma comunque diverse.

      Scusa ma questo mi sembra un commento alquanto generalista, mosso più da uno spirito di “fede” che da una visione oggettiva. Io preferisco analizzare le cose più nel dettaglio…

      Idem come sopra. Mi sembra una frase un po’ troppo di parte.
      iPad è l’interpretazione di Apple del concetto di dispositivo mid. Così come l’iPhone è stata l’interpretazione di Apple dello smartphone. I concorrenti c’erano sia per iPhone così come ci sono ora per l’iPad.

      Ho portato l’esempio dei commessi perché loro sono pagati per aiutarti a scegliere. E quindi una persona si aspetta che sappiano come far scegliere un prodotto. Ma in realtà ciò che ho detto si può riscontrare spesso anche con persone appassionate e non necessariamente addette ai lavori.

    • Matt scrive:

      Riposto la mia risposta in quanto erano errati i codici di quote.

      Credo che tu non abbia compreso il senso del mio discorso.
      Quando parlo di un computer per ogni esigenza non tendo a generalizzare il concetto in categorie (grafici, professionisti ecc…). Io intendo le esigenze di CIASCUNO di noi, che saranno sempre diverse e orientate verso tipologie di utilizzo diverse. Magari con differenze minime, ma comunque diverse.

      I computer Apple fanno tutto quello che fanno gli altri, solo che lo fanno meglio e senza pensare a come pensa il windows della situazione.

      Scusa ma questo mi sembra un commento alquanto generalista, mosso più da uno spirito di “fede” che da una visione oggettiva. Io preferisco analizzare le cose più nel dettaglio…

      iPad, come è stato per iPhone, non ha concorrenti.

      Idem come sopra. Mi sembra una frase un po’ troppo di parte.
      iPad è l’interpretazione di Apple del concetto di dispositivo mid. Così come l’iPhone è stata l’interpretazione di Apple dello smartphone. I concorrenti c’erano sia per iPhone così come ci sono ora per l’iPad.

      i commessi, di tutti i reparti, ne sanno il minimo, e sono lì per vendere i prodotti.

      Ho portato l’esempio dei commessi perché loro sono pagati per aiutarti a scegliere. E quindi una persona si aspetta che sappiano come far scegliere un prodotto. Ma in realtà ciò che ho detto si può riscontrare spesso anche con persone appassionate e non necessariamente addette ai lavori.

      • Frank scrive:

        Matt, qual è la differenza tra quello che ho scritto io e quello che affermi tu?.
        “Io intendo le esigenze di CIASCUNO di noi, che saranno sempre diverse e orientate verso tipologie di utilizzo diverse. Magari con differenze minime, ma comunque diverse.”
        Io ho aggiunto “i computer Apple sono per i grafici, mentre i peecee…ecc.”
        In termini teorici sono esigenze diverse, in termini pratici.
        Anche la tua affermazione mi sembra “generalista”, poi non è che descrivi a chi “consigli” uno ed a chi l’altro. Ci sono sistemi operativi diversi, ma un programma di scrittura rimane, in entrambe le piattaforme un programma di scrittura, quindi consigliare uno o l’altro, non capisco in che modo e con quale criterio.

        Certamente i cellulari c’erano anche prima dell’arrivo di iPhone. iPhone, poi, ha sparigliato il mercato, e tutti gli altri sono lì a cercare di imitarlo – senza riuscirci -. E di concorrenti iPhone, per quello che è e quello che fa, non ne ha.
        Per iPad… aspettiamo.:-)

      • Matt scrive:

        Per essere ancora più chiaro e sintetico: il computer che può fare al caso mio, può non fare al caso tuo. E questo non perché io faccio un lavoro e tu un altro. È una cosa molto più personale e soggettiva.

        Proprio in virtù del fatto che il mio discorso è tutt’altro che generalista, sarebbe impossibili dire a chi consiglio una cosa e a chi un’altra.

        Ci sono sistemi operativi diversi, ma un programma di scrittura rimane, in entrambe le piattaforme un programma di scrittura, quindi consigliare uno o l’altro, non capisco in che modo e con quale criterio.

        Quello che tu dici è vero ma rappresenta un caso limite. Difficile che uno acquisti un computer o un qualsiasi dispositivo SOLO per scrivere.

        E di concorrenti iPhone, per quello che è e quello che fa, non ne ha.

        Io cambierei la tua affermazione così: di smartphone che fanno le cose che fa iPhone ce ne sono a dozzine ma nessuno le fa COME iPhone. E questa è la chiave del suo (meritatissimo) successo.
        Il fatto è che il successo di iPhone dipende

  3. Chinito scrive:

    Racconto illuminante. Nella mia piccola esperienza non ho ancora sentito nessuno che, passato da Windows a Mac, abbia deciso di tornare indietro. E la parola magica è sempre stata quella: semplicità. L’iPad in tal senso per me si capisce benissimo cosa fa e a che cosa serve: a semplificare l’esperienza informatica in rete, ma non solo, portandola un passo oltre, mettendo a disposizione uno strumento che affianca una serie di dinamiche di utilizzo innovative e di servizi, contenuti e applicazioni facilmente fruibili. iPad non è solo un prodotto. E’ qualcosa di più, un mondo nuovo per citare Lux. E secondo me lo sanno benissimo quelli che si sono affrettati a gennaio a mostrare dei tablet sperando di anticipare le mosse di Apple. Il problema è che un conto è presentare un pezzo di hardware un altro introdurre un intero ecosistema del quale l’hardware è solo uno dei tasselli.

  4. andrea casadei ACK scrive:

    banalmente steve jobs ci ha regalato l’ennesimo prodotto che non eccelle in nulla tranne per il fatto di eccellere come prodotto…

    • emaskew scrive:

      l’eccellenza di un prodotto sta nel come lo usi.
      un foglio di carta è un foglio di carta, ma dante ci ha scritto la divina commedia, io ci scrivo la lista della spesa.

      poi, se un prodotto è scomodo da usare, allora puoi avere quanta inventiva e capacità vuoi, ma non essere aiutato nel tuo lavoro, mentre se è comodo da usare, allora il tuo lavoro sarà facilitato.

      il bello dei prodotti Apple in genere, e di iPhone OS in particolare, è che non ti accorgi di stare interagendo con una macchina, le modalità sono naturali e trasparenti all’utente.

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