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Il prezzo della superficialità
Qualunque sarà il prezzo di iPad, è sbagliato
Paolo Attivissimo ha pubblicato una presa d’atto di iPad (chiamarla recensione mi è impossibile, nell’evidenza che non c’è stata una prova, ma nemmeno un qualsiasi minimo approfondimento) che sembra una stroncatura di iPhone riciclata dal 2007, unita a considerazioni insolite, data la loro superficialità, per un personaggio della sua levatura. Da lui sono abituato ad attendermi molto e bene, ed è un complimento sincero. Sarebbe suo pieno diritto stroncare o approvare iPad, una volta in possesso delle informazioni necessarie e sviluppate le argomentazioni appropriate.
Se si torna sulla sua pagina seguendo il link sopra si nota che è stato registrato il mio intervento. Non ho capito se non godo di abbastanza stima da essere chiamato per nome o se Paolo crede che io rappresenti l’intera testata di Macworld e questo sarebbe ovviamente secondario (non conto), se non fosse aggiungere superficialità: la seconda interpretazione è palesemente errata. La prima è nel suo diritto, certo poco simpatica. Sarebbe per me uno stimolo a lavorare di più e meglio. Altri se la prenderebbero.
Prendiamo la sua analisi del prezzo: 629 dollari più accessori e forse Iva per la versione minima con 3G.
Estratta dal contesto sembra neutra. Nel contesto, invece, ha accezione integralmente negativa. E sarebbe un giudizio incontestabile, se argomentato.
Invece sottolinea un dato che in sé non conta niente: 629 dollari. È tanto? È poco? In base a che cosa? Il modello base costa 499 dollari, quello massimo 829 dollari: sono sempre troppi? O troppo pochi? Il dato, per Paolo, è negativo e si capisce chiarissimamente. Ma non si capisce perché. Per fare un solo esempio, non ricordo di avere visto previsioni inferiori agli ottocento dollari. Quale sarebbe il prezzo giusto? E perché? Misteri. Ho già sentito gente che intende acquistare la versione senza 3G. Io non lo farei, perché avrei già in mente una situazione precisa in cui mi servirebbe a perfezione un iPad con 3G. Ma questo non vuol dire che il punto di riferimento debba essere per forza la configurazione che serve a me.
La dose viene rincarata. Sempre con accezione negativa, il prezzo è 629 dollari più accessori. Che cosa brutta, eh? Eppure a me pare che il costo di qualsiasi cosa sia più accessori. O magari non ho capito io e disporre di accessori è una caratteristica negativa.
Il colpo finale: e forse Iva. Forse che noi italianuzzi potremo evaderla? Forse che la presenza dell’Iva sia un errore progettuale di Apple? Forse che altri apparecchi costino senza Iva? Non capisco.
Non capisco soprattutto perché sia negativo il prezzo in dollari, considerato che il prezzo in Italia e in Svizzera non è ancora stato definito. Apple ce ne ha fatte vedere di tutti i colori, dall’equiparazione euro-dollaro a equivalenze pratiche del rapporto di cambio. iPad, qui, potrebbe costare – nel modello indicato – seicento euro, o cinquecento, magari settecento. Per Paolo non importa: è sbagliato comunque. Qualunque prezzo avrà questo oggetto, è un prezzo sbagliato.
A questo punto viene da pensare che il giudizio sul prezzo sia espresso per partito preso, anziché previa riflessione, informazione e valutazione. E mi dispiace un po’, perché vorrei sentire voci critiche di ogni orientamento su iPad e questa non è una voce, ma un timbro messo con sprezzo e superficialità.
Si guardi che cosa scrive Silvio Sosio di iPad. Lui è abbastanza favorevole. Avrebbe potuto essere abbastanza contrario, non è certo sospettabile di simpatie automatiche per Apple. Però c’è una riflessione, ci sono fatti, ci sono considerazioni argomentate, c’è una linea di pensiero. 629 dollari e forse Iva, beh, sembra di essere al bar sport.
Per Paolo, se mi legge: con stima immutata.
4 commenti a questo articolo
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Amen
Lucio, il fatto che la tua stima nei confronti di Attivissimo rimanga immutata ti fa onore. Per quanto mi riguarda, come ho già commentato in altra sede, Attivissimo sta invecchiando male. E io non lo stimo più come una volta. Non certo perché “parla male di Apple”, quanto perché, come hai fatto notare, non usa la stessa professionalità e profondità in tutti gli argomenti che tratta.
A me da piccolo è stato insegnato di non ciarlare su cose che non conosco.
Riccardo
Lux, non sapevo avessi cambiato nome in “macworld”! a me pare che tutto il tono della risposta, come del post, sia “sopra le righe”.
Qui, e dappertutto, salvo che sull’apple store (naturalmente), nessuno fa propaganda, o intende “convincere” qualcun altro a comprare l’iPad: oggi, domani, mai…
Si tratta solo di “ragionare”, pensare, ipotizzare, o quant’altro; di capire che cosa può cambiare nel modo di “fare delle cose”. E tutto questo secondo me è già positivo.
Il resto, mi sembra dovuto a bruciori di stomaco….
Io sono rimasto un po’ deluso. Non per il cambio di nome, ma per la frettolosità. Una volta, quando c’erano Flash e il multitasking, magari si dicevano peste e corna di un apparecchio, ma come minimo dopo averlo toccato.
Adesso basta avere visto una presentazione in una finestrella sul browser o neanche quella. Il passante occasionale ha tutto il diritto di dire mi piace-non mi piace e finirla lì. Il giornalista ha il dovere anche di dire perché, basandosi su fatti e informazioni verificate. Magari il prezzo italiano sarà il peggiore possibile. Dirlo oggi, quando il prezzo non è noto, è poco serio.