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La superficialità che spegne gli entusiasmi
Come definire non entusiasmanti caratteristiche tecniche sconosciute, specialmente in assenza di un criterio di valutazione evidente?
Rispetterei certamente il giudizio che Paolo Attivissimo dà di iPad a livello di caratteristiche tecniche se si basasse su qualcosa.
Non entusiasmanti, “spiega”. Ed è tutto ciò che è dato sapere.
Paolo rimanda alla scheda tecnica di iPad, da cui evidentemente dovremmo desumere da soli un identico giudizio.
Potrebbe essere magari il processore? Forse, ma è stato creato apposta. Non se ne mai visto uno analogo prima del 27 gennaio. Come facciamo a sapere se è entusiasmante e funziona alla grande o non lo è e dà problemi?
Forse lo schermo. Sarà non entusiasmante perché da 9,7 pollici e quindi troppo piccolo oppure perché, racconta Paolo, è impossibile portare iPad sempre con sé e quindi troppo grande? Mah. Forse c’entra la risoluzione, ritenuta inadeguata. Strano, però, dato che a 132 punti per pollice si tratta di un ottimo valore di densità. Inoltre la tecnologia Ips rende lo schermo particolarmente leggibile anche ad angoli di visione altrimenti proibitivi.
Se è vero quanto afferma Apple, dieci ore di batteria in riproduzione video sono un dato lusinghiero. E nessuno ha ancora potuto confermarlo o smentirlo, complicandone una definizione di non entusiasmante.
Il wifi è 802.11n, cioè lo standard più evoluto in commercio; un componente cruciale dell’apparecchio è ovviamente lo schermo sensibile al tocco, dove Apple sostiene di avere svolto un lavoro qualitativamente ai vertici. Può darsi che sia vero oppure una sporca bugia, solo che possiamo dirlo solo dopo una prova intensiva, che nessuno ha ancora potuto eseguire.
Paolo: immutata stima. Ma non si potrebbe, perlomeno, sospendere il giudizio sulle caratteristiche tecniche di un aggeggio che abbiamo visto per una volta sola dentro una finestrella, da diecimila chilometri di distanza?
8 commenti a questo articolo
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Seguendo ogni post di Paolo sul suo blog, concordo con te Lux che la sua analisi di iPad è stata quantomeno frettolosa rispetto al suo (encomiabile) standard.
Allo stesso modo, però, sto leggendo altrettante analisi positive frettolose di persone che non vedono l’ora di un nuovo prodotto Apple per dimostrare la loro incrollabile e imprescindibile adorazione verso l’azienda e gridare alla rivoluzione nel mondo IT.
Sono d’accordo con te… aspettiamo. In entrambe le direzioni però.
Perché la superficialità che spegne gli entusiasmi è pericolosa quanto quella che gli entusiasmi li accende.
Con la differenza che l’entusiasmo è palesemente una speranza dei fan di Apple che tutt’al più rispondono a se stessi, mentre la stroncatura di Attivissimo è una autorevole sentenza senza appello basata su indizi vaghi e imprecisi.
A meno che non fosse anch’essa una speranza
@Matt: mi sono stati richiesti pareri a voce su iPad da più persone. Quello che ho risposto è che l’approccio mi piace e che però, se fosse male concretizzato, sarebbe un disastro. Se Paolo avesse dichiarato a me fa orrore, ma se è ben realizzata potrebbe avere un perché lo avrei capito e rispettato.
Come si possa bollare nel bene o nel male, solo con lo sguardo, una cosa fatta per funzionare toccandola, non lo riesco a capire, né a giustificare. Per non parlare del prezzo negativo senza sapere qual è e altre storie. Dopo trenta mesi di iPhone e iPod touch mi sta bene che uno ritenga Flash essenziale. Dopo avere però svolto una analisi serena di questi due anni e mezzo, dove si è dimostrato che un apparecchio può riuscire anche senza Flash. Di conseguenza la critica su Flash resta, se uno è convinto, ma almeno la si rivede un pochino, perché nella sua forma radicale ha dimostrato di non reggere.
Si va verso ottanta milioni tra iPhone e iPod touch e, fuori dall’ambito personale, ripetere niente Flash allora no grazie non ha la credibilità che poteva avere nel 2007.
Io naturalmente non l’ho provato.
Ma penso che usando l’ipod touch (o l’iphone) si possa avere un’idea di come potrà funzionare.
E le interfacce che hanno mostrato per i programmi di iWork mi hanno entusiasmato.
Sarà sempre troppo tardi quando si capirà che una cosa non è buona in sé, ma in relazione all’uso personale al quale l’utilizzatore la destina. Se una cosa nuova ampia il campo delle possibilità, va bene, ma se solo continua a sprecare risorse per fare un po’ più velocemente le stesse cose, forse non va.
L’hardware, in particolare, è in funzione dei programmi che si usano per i compiti che si devono svolgere. Textedit gira benissimo su un G3.
Qualcuno si legga in “lezioni Americane” di Calvino, quando si parla della leggerezza….Pare invece che la pubblicità, con le sue iperboli, superlativi e cifre urlate, stia uccidendo la capacità di scegliere il “quanto basta” e instilli una fame di ipermisure, ma senza far riflettere sul cosa ci serve. Ecco perché CV, km/h, Ghz, Gb, Megapixel, ecc. ecc. non bastano mai…..
in un tempo non lontano, recensire ed esprimere, in conseguenza, dei giudizi su un prodotto senza averlo provato di persona e toccato con mano, avrebbe portato all’esposizione al pubblico ludibrio dell’autore di siffatta “recensione”.
oggi, se lo fai, diventi invece un “esperto” e un “opinion maker”.
dicono che questo sia il progresso…
Condivido: non mi piace il criticare sempre e comunque, soprattutto prematuramente. Criticare è facile, mentre avere delle idee innovative, investire capitale di rischio (milioni di dollari) per realizzarle, per convincere gli utilizzatori è molto più difficile. Realizzare è mettere insieme idee, soldi, lavoro, persone, ansie e speranze nel risultato. Una bella scommessa !
Sembrerebbe invece che, per alcuni, realizzare è solo sporcare un po’ di carta, o far passare dell’aria tra i denti, magari disprezzando il lavoro altrui.
Per questo pare di essere a Criticopoli, dove chi più le spara grosse (le critiche) è un tipo “cool”, o un esperto che la sa lunga, che non accetta la prima cosa che gli propongono, lui ha le sue buone ragioni, lui sa cose che gli altri manco s’immaginano, che diamine !
Oppure semplicemente la chiacchiera (ai tempi della Rete) è il loro unico modo di esistere. Un bel tacer non fu mai scritto….
@Lux
Completamente d’accordo con te. Come ho scritto, ci può essere ottimismo e pessimismo attorno ad un prodotto ma per bollarlo – negativamente o positivamente – bisognerebbe quantomeno provarlo.
@Massimo
Sarà sempre troppo tardi quando si capirà che una cosa non è buona in sé, ma in relazione all’uso personale al quale l’utilizzatore la destina.
Hai espresso in modo perfetto e più conciso un concetto che ho cercato di spiegare qualche ping addietro.