Preoccupati che Apple sia sempre più un’azienda costretta a rincorrere novità – e anche magagne, stavolta – in campo iPhone? Allora i risultati finanziari di Cupertino per il trimestre aprile-giugno dovrebbero tranquillizzarvi un po’. Nel trimestre considerato Apple ha venduto 3,47 milioni di Mac, valore che è il nuovo massimo storico, una spanna (circa centomila unità) sopra a quello già considerato sorprendente di un paio di trimestri fa. Certo di iPhone se ne vendono molti di più (8,4 milioni, nel trimestre considerato), ma la diversità del prodotto e dei prezzi comporta anche una inevitabile diversità dei volumi di vendita.
Se invece volte proprio qualcosa di cui “preoccuparvi”, date un’occhiata al nascente mercato dell’iPad: nel trimestre di cui stiamo scrivendo Apple ha venduto 3,27 milioni di iPad, quasi tanti quanto i Mac con la differenza che l’iPad è venduto in molte meno nazioni. Il vero fanalino di coda è il buon vecchio iPod: “solo” 9,4 milioni di pezzi venduti per un totale di circa 1,54 miliardi di dollari. In soldoni, meno dell’iPad (2,17 miliardi) e ovviamente molto meno dei Mac (4,3) e dell’iPhone (5,33). Aspettiamo ottobre, quando tradizionalmente arrivano sul mercato i nuovi modelli di iPod, pronti per il trimestre natalizio successivo, quando si vende in genere il doppio degli altri trimestri.
Il punto è diventato proprio questo: gli annunci di nuovi prodotti. Se si va a dare un’occhiata al fatturato Apple diviso per linee di prodotto, si nota che l’andamento delle due linee storiche – iPod e Mac – sta assumendo un aspetto a dente di sega tipico dell’effetto-annuncio. Dopo la presentazione di nuovi prodotti le vendite salgono, per poi stabilizzarsi il trimestre successivo. È un po’ un effetto-pendolo, con la differenza che i valori medi di vendita salgono nel caso dei Mac e scendono lentamente nel caso degli iPod. Il fenomeno è vagamente percettibile nel caso dell’iPhone e assente se consideriamo l’iPad: per entrambi pesa sensibilmente il variare della distribuzione a livello internazionale, il secondo è davvero troppo giovane per mostrare un fenomeno del genere.
Tutto questo è un bene o un male? Come al solito la questione non è così nettamente definibile. Da un lato è un bene, perché significa che Apple può contare su tre linee di prodotto (Mac, iPhone, iPad) a cui basta dare nuova linfa per vedere una risposta più che buona da parte del mercato potenziale. Dall’altro lato è – se non un male – un obbligo: il pubblico Apple si attende che da Cupertino arrivino novità con cadenza abbastanza regolare per tutte le linee di prodotto. Se così non accade, frena gli acquisti perché sa che Apple non può tardare poi molto ad annunciare qualcosa.
L’iPod resta fuori da questo discorso: la flessione dei volumi di vendita è costante (fa caso a sé solo l’iPod Touch) anche perché Apple mostra di credere molto di più ai dispositivi iOS che ai media player tradizionali, per ovvi e condivisibili motivi.
Le indiscrezioni di questi giorni fanno prevedere che al prossimo refresh della linea iPod vedremo altri oggetti basati su iOS e su schermi multitouch, anche perché il mercato musicale resta interessante e certamente da presidiare.









Macworld su Facebook
Macworld su Twitter
RSS Macworld
e pensare che solo 4 anni fa si parlava di ipod inc.