
14/01/2010 -
È difficile che non abbiate sentito la notizia: il web browser Google Chrome adesso è disponibile anche per Mac OS X, sebbene in una versione Beta (che però appare abbastanza definitiva ed è comunque stabile). Google ha badato bene di attrarre visitatori alla pagina di scaricamento di Chrome, i primi dati di traffico indicano che effettivamente di interesse per il nuovo browser ce ne doveva essere: in parecchi, sembra, stanno almeno dando una possibilità a Chrome.
Il punto è proprio questo: l’utenza Mac è fortemente orientata verso l’uso di Safari 4, che peraltro è un ottimo browser, con in seconda battuta Firefox. Può Chrome inserirsi tra i due “pesi massimi”, anche se su Mac non ha lo svantaggio del confronto con l’ubiquo Explorer di Microsoft? D’istinto si risponderebbe di no, ma qualche giorno di uso continuato di Chrome ci ha mostrato che le cose possono andare diversamente: Chrome ha più di un lato piacevole che a Cupertino dovrebbero imparare.
Chrome è veloce, ma questo ce lo aspettavamo. Il motore di rendering è lo stesso di Safari (è WebKit) e quindi la differenza fra i due non ci è sembrata, cronometro alla mano, mai rilevante. L’impressione è che però Chrome sia davvero più veloce di Safari, un’impressione legata probabilmente al fatto che Chrome è esteticamente più asciutto e ciò dà una maggiore evidenza al caricamento della pagina web.
L’accenno all’estetica ci porta a uno dei primi aspetti in cui Chrome segna un punto a suo favore nel confronto con Safari 4: ha assimilato meglio il concetto del “togliere per migliorare” che fa parte invece del DNA Apple. Mentre usiamo Chrome abbiamo davanti agli occhi solo ciò che serve o può servire in quel momento, non altro.
Un esempio: la barra di stato che quasi tutti i browser hanno nella parte inferiore della loro finestra. Chrome non ce l’ha, ma non perché vada attivata da qualche preferenza nascosta, ma perché si attiva da sola quando è necessario, per comunicare il suo messaggio, e poi scompare. Altro esempio: perché aprire una finestra che ci illustri come sta andando un download appena avviato? Chrome si limita a mostrare questa informazioni in una barra decisamente più discreta (che deve qualche ispirazione a iTunes Store…). Se abbiamo interesse a vedere più informazioni sui nostri download possiamo comunque aprire una finestra ad hoc, ma è sempre una finestra (o una scheda) di Chrome integrata con le altre.
A metà strada tra estetica e funzionalità si pone la gestione delle “tab” (le schede) in Chrome. In questo Safari 4 ha perso una buona occasione: l’implementazione di Safari 4 Beta andava nella direzione dettata da Chrome per Windows, con le tab poste sopra la barra degli indirizzi, mentre nella versione definitiva si è scelta la strada più consueta di avere le tab sotto tale barra.
La strada di Chrome ha più senso logico (una scheda ha un suo indirizzo, diverso dalle altre) ed è ben implementata anche nella versione Mac, con tra l’altro animazioni molto gradevoli quando si apre, si sposta o si chiude una tab. I fan di Safari troveranno un vecchio problema: una tab in Chrome si chiude cliccando a destra, come in Firefox, e non a sinistra come nel browser Apple.
Meglio realizzata che in Safari 4 ci pare anche la pagina con i siti più visitati: è molto meno bella esteticamente, ma si gestisce con maggiore facilità.
Non tutto in Chrome funziona al meglio, ovviamente. Si tratta pur sempre di una versione Beta. Chi lavora molto con i box di testo troverà diverse incompatibilità che di fatto impediscono di usare Chrome come browser “ufficiale” di lavoro, come anche ci è parso che il browser di Google ogni tanto avesse delle “pause” poco chiare nella risoluzione degli indirizzi web. A proposito: notate come il circoletto che indica il caricamento di una pagina vada in una direzione mentre il browser calcola l’indirizzo IP e nell’altra quando sta effettivamente caricando la pagina.
Sono queste piccolezze che nell’uso quotidiano fanno apprezzare Chrome, il quale nel funzionamento tecnico in senso proprio non è poi tanto diverso da Safari 4: hanno tutti e due l’autocompletamento degli indirizzi web, una forma di protezione anti-malware, eccetera eccetera per tutte le funzioni che ci si aspetta da un browser moderno.
La vera notizia è che Sinora Safari 4 è sempre stato un browser più “naturale” della concorrenza, ora forse no.
- Schermata Chrome
- Le Preferenze di Chrome
- La schermata con i siti Preferiti
- Il dettaglio di un sito nella schermata Preferiti
- L’indicatore di file in scaricamento
Tag: Browser, Chrome, Google, Internet, Mac, Safari, Software, Web

















Da qualche giorno sto utilizzando Chrome come browser predefinito, e devo riconoscere che avete perfettamente ragione. La creazione di Google colpisce e conquista per piccoli dettagli non rivoluzionari, ma utili. La personalizzazione estetica della cornice è perfetta; il caricamento delle pagine mi sembra eccellente, migliore che in Safari; la coerenza ed ergonomia dell’applicazione ineccepibili. Qua e là ho riscontrato dei bug, come l’apertura di alcune pagine internet in formato mobile anziché desktop o la problematica gestione delle finestre di pop-up, ma sono difetti di gioventù che credo saranno risolti. Se Chrome per Mac acquisterà presto quelle funzioni basilari che gli mancano, credo che Apple sarà costretta a rimettere mano a Safari. Tutto a giovamento del cliente!